|
|
Videogiochi
Un po'
di storia
La nascita dei
videogiochi non è così recente come si pensa, anche se la
divulgazione di massa in Italia si ha negli anni ’80, con i primi
giochi complessi per i Nintendo e i Commodore 64, che si possono
effettuare connettendo la consolle al televisore di casa.
Bisogna precisare
che già alla fine degli anni ’50 negli USA al Brookhaven Nation
Laboratory due specialisti avevano dato vita al primo videogioco che
si chiamava Tennis for two, che noi ricordiamo in quei enormi
apparecchi nei bar cittadini (un po’ come sono oggi gli apparecchi
dei videopoker) in cui tutti i ragazzi facevano file per poter
giocare. Un’idea brillante realizzata mediante un oscilloscopio.
Negli States negli anni ’60 vari ricercatori che lavoravano nel
settore degli apparati audiovisivi studiarono i primi sistemi
interattivi, che all’epoca non interessarono i responsabili delle
case costruttrici. Baer nel 1966 iniziò a progettare videogiochi per
i televisori ping-pong, basketball, volleyball, ecc.
Nel 1972 con Odyssey,
un apparecchio più semplice di una consolle che si collegava alla Tv
si ebbe un successo enorme nelle vendite anche se aveva un prezzo
molto alto, e questo dimostrò l’interesse del pubblico verso i
giochi interattivi, poi arrivò in commercio il famoso Commodore 64
il primo piccolo computer che tutti potevamo permetterci di tenere
in casa, un computer che permetteva di fare i giochi e per anni
tenne il mercato in maniera egregia.
Il primo grande
successo degli “home video game”, fu il gioco del Tris, gioco
grafico ideato da A.S. Douglas, che poteva essere giocato da due
persone o da una con il computer, il primo gioco interattivo della
storia che regalò a Douglas il master all’Università di Cambridge.
|