RADIO (TELECOMUNICAZIONI)
Le radiocomunicazioni, così come ogni altra grande
invenzione dell’uomo, sono frutto di uno sviluppo d’applicazioni e di
scoperte di diversa natura; sviluppo che, nello specifico, vede la
partecipazione di tecnici e scienziati appartenenti a paesi diversi.
Già all’inizio del 1800, Faraday aveva scoperto che
campi magnetici variabili possono indurre campi elettrici.
Nel 1873, con il “Trattato dell’elettricità del
magnetismo”, Maxwell affermava che le onde elettromagnetiche e quelle
luminose hanno uguale natura e si propagano alla stessa velocità
(300.000 km/s). Le “radioonde” (il termine “radio”, adottato per la
prima volta nel 1906 in una conferenza a Berlino, deriva da
“radiazione”) sono lunghe, mentre le onde luminose sono più corte.
Nel 1887, H. Hertz era riuscito a produrre in
laboratorio le onde elettromagnetiche (denominandole “onde
hertziane”); in seguito, insieme ad A. Righi, era riuscito a
riprodurre i fenomeni di difrazione, rifrazione e riflessine
caratteristici della luce, mediante una spira metallica che irradiava
e rilevava a breve distanza un’onda elettromagnetica.
Nel 1890 Branly costruisce la prima apparecchiatura
per ricevere onde elettromagnetiche ad una certa distanza (rilevatore
Coherer); a questa scoperta, si aggiungono le prime rudimentali
antenne del russo Popov e quelle rice-trasmittenti dell’italiano
Marconi.
Nel 1896 Marconi compie gli “esperimenti di
Pontecchio”, trasmettendo segnali fino a 2400m di distanza. Qualche
anno più tardi, nel 1901, lo scienziato italiano trasmette il primo
collegamento radiotelegrafico attraverso l’Atlantico.
Nel 1906 Fessenden realizza il primo collegamento
radiofonico, trasmettendo musica e parole fino a 25 km di distanza.
Nel 1923, in seguito agli studi di Marconi sulle
onde corte, Conrad realizza un ripetitore per trasmettere i programmi
dalla stazione KDKA in Pensylvania a quella KDPM nell’Ohio.
Nel 1924, grazie agli studi di Appleton, si è
scoperto che le radioonde rimbalzano tra la ionosfera (una fascia
“ionizzata” che circonda la Terra) e la superficie terrestre per molti
chilometri.
Nel 1919 F. Conrad realizza la prima stazione radio
a Pittsburg, in Pensylvania. Contemporaneamente e nello stesso luogo,
negli stabilimenti della Westinghouse, nasce la prima emittente
radiofonica con regolari trasmissioni (KDKA).
In Italia la radiodiffusione è stata a lungo usata
per scopi militari; la prima stazione radiofonica è nata nel 1924
(URI). In seguito alla nascita di nuove emittenti, il governo fascista
costituisce la EIAR; il nuovo strumento rivela in breve tutte le sue
potenzialità propagandistiche, ed infatti, nel 1937, il governo crea a
tale scopo “Radio Urbe”.
Alla fine del secondo conflitto mondiale, la EIAR
assume l’attuale nome RAI (Radio audizioni Italiane).
Per molto tempo la radio è stata un importante
mezzo di comunicazione, d’informazione e intrattenimento; la sua voce
ha lasciato tracce importanti nella società e nella cultura,
veicolando idee e formando pensieri.
Un grottesco esempio, nel senso innaturale e poco
allegro del termine, è rappresentato dalla radiocronaca di Orson Wells
del 1938 (“La Guerra dei Mondi”, di H.G. Wells). Nel corso della
programmazione, l’attore, regista O. Wells alterna all’adattamento
dell’opera alcuni comunicati di una catastrofica invasione dei
marziani, provocando un caso d’isteria collettiva, alcuni morti, molti
feriti e danni per diversi milioni dollari.